Il museo disperso. Capolavori d'arte sacra da collezioni private pratesi

Il museo disperso. Capolavori d'arte sacra da collezioni private pratesi

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Codice: 623801953057709

Editore: Ufficio Beni Culturali Diocesi di Prato

Categoria: Altre Arti - Artigianato

Prato, Museo di pittura murale in San Domenico, 18 settembre 2009 - 5 aprile 2010. Catalogo a cura dell'Ufficio Beni Culturali della Diocesi di Prato. Saggi di Laura Bandini, Monica Cecchi, Claudio Cerretelli, Renzo Fantappiè e Filippo Gheri. Prato, 2009; br., pp. 94, ill. e tavv. b/n e col., cm 21x29,5.

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  • Soggetti: Arte dei Metalli (Bronzo, Ferro, Peltro..), Arti Decorative (Ceramica, Porcellana, Maiolica), Collezioni, Oreficeria (Argento, Gemme, Gioielli, Oro), Pittura, Scultura
  • Anno: 2009
  • Dimensioni: 21x29,5 cm
  • Spessore: 8 cm

Questi capolavori, insieme a molti altri, sono destinati ad un nuovo Museo di Arte Sacra (in parte dell'ex convento di San Domenico), e saranno donati alla Diocesi solo nel caso in cui questo venga realizzato. Le opere selezionate comprendono un'imponente croce in cristallo di rocca e bronzo dorato, un calice quattrocentesco con smalti dall'abbazia di Vallombrosa, un reliquiario a braccio del 1427, da Fiesole, rari smalti medievali e rinascimentali (calici, croci, placchette limousine), preziosi paramenti sacri, elaborati ricami, sculture e dipinti dal XIV al XVII secolo. Nella stessa sala, a complemento dell'esposizione e sulla scia delle altre interazioni culturali - sono esposti il dipinto di Orazio Fidani con La visione di san Filippo Neri del Museo Civico insieme ad una preziosa pianeta del Duomo di Prato, identica a quella raffigurata nel dipinto. E' noto, infatti, come i pittori spesso utilizzassero, per "vestire" soggetti sacri, modelli reali presenti nelle sagrestie delle chiese del territorio in cui si trovavano ad operare. Nella galleria del Museo, invece, vengono commentate le opere pittoriche che presentanoriferimenti puntuali all'arte tessile coeva: i dipinti di Pietro di Miniato, Andrea di Giusto, Filippo Lippi e Tommaso di Pietro Trombetto offrono significativi spunti per riscontrare, unitamente ai frammenti provenienti dal Museo del Tessuto, le produzioni tessili più comuni nel corso del Quattrocento. Un vivo spaccato della moda femminile del Trecento è offerto dall'analisi della splendida pala di Giovanni da Milano mentre i capi tipici dell'abbigliamento cortese del Quattrocento si ritrovano nei rarissimi graffiti di Girolamo Ristori (1475-90) che rappresentano soggetti laici perfettamente coerenti al gusto che connota la società civile all'epoca di Lorenzo il Magnifico.

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