Codice: 103742401067410
Editore: Skira
Categoria: Saggistica d'Arte e Architettura
Ean13: 9788857211343
Milano, 2012; br., pp. 272, cm 15x21. (Skira Paperbacks).
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Gli scritti sull'arte contemporanea di una delle massime autorità internazionali sul restauro e la conservazione dei beni culturali. Allievo di Pietro Toesca e Cesare Brandi, Giovanni Urbani (1925-1994) è stato una delle massime autorità in materia di restauro in Italia e nel mondo. Stupirà quindi il lettore scoprire Urbani storico della cultura e critico dell'arte contemporanea, come fu dalla seconda metà degli anni Cinquanta del Novecento all'inizio del decennio successivo. Tra i suoi numerosi saggi comparsi in varie sedi, nazionali e internazionali, ricordiamo La parte del caso nell'arte d'oggi, pubblicato nel 1961 su "Tempo Presente" e definito da Giorgio Agamben "un piccolo capolavoro". Alla base dell'interesse di Urbani per l'arte contemporanea fu il suo meditare sul rapporto tra "arte del passato e arte d'oggi", interrogandosi se il vaticinio hegeliano della morte dell'arte fosse davvero giunto al punto d'arrivo. Se l'arte rappresenta definitivamente un passato, senza più collegamenti con la produzione artistica del presente, la conservazione dell'arte del passato è destino a cui gli uomini d'oggi non possono in alcun modo sottrarsi. Da questa meditazione, conclusa con un inappellabile il giudizio negativo sulla produzione artistica contemporanea, il successivo impegno di Urbani al solo servizio della salvaguardia e della custodia dell'arte del passato, teorizzando per primo la "conservazione preventiva e programmata" del patrimonio artistico in rapporto all'ambiente quale strumento primario di tutela. Tanto che a diciassette anni dalla sua scomparsa, quelle idee, sebbene in larga parte inascoltate - in Italia, ma non all'estero, - sono fondamentale punto di riferimento per storici dell'arte e conservatori.