Franco Fontana Mail. Post Pop Dada 1994 - 2017

Franco Fontana Mail. Post Pop Dada 1994 - 2017

€ 19,90 € 30,00 34%
Free

Codice: 519213390425765

Editore: Fratelli Alinari Fondazione

Categoria: Altre Arti - Artigianato

Ean13: 9788895849287

Firenze, Palazzo del Pegaso, 29 dicembre 2017 - 28 gennaio 2018. A cura di Italo Zanner. Testi di Massimo Donà. Firenze, 2018; br., pp. 24, ill. col., cm 31x43.

  AGGIUNGI AL CARRELLO

3 prodotti disponibili

  • Soggetti: Fotografia, Oreficeria (Argento, Gemme, Gioielli, Oro), Saggi (Arte o Architettura)
  • Anno: 2018
  • Dimensioni: 31x43 cm
  • Spessore: 3 cm

Dada, ma non solo; anche la Pop Art viene 'ri-cor-data' dalle lettere che Fontana invia all'amico e "riferimento imprescindibile di una vita", Italo Zannier, nel corso di non pochi anni. Buste da lettera che diventano una sorta di inedita 'bocca della verità'; allestita giustapponendo i materiali più diversi: scarti di immagini, che, ricomposti e attraversati da parole sue o altrui, disegnano un personale atto dissimulatorio in virtù del quale il fotografo modenese si sente legittimato ad inviare i propri "messaggi cifrati" al più grande storico della fotografia che l'Italia abbia forse mai conosciuto. All'amico Italo, cioè; che, solo, avrebbe potuto capire e dare il giusto significato a tanta e debordante carica "ironica". Il fatto è che ogni forma d'arte tende a prendersi troppo sul serio; pur avendo cominciato per gioco, magari, con il solo intento di scompaginare le carte in tavola e rendere tutto il più indecifrabile possibile. Fontana sembra esserne perfettamente consapevole; perciò decide di ritagliarsi uno spazio entro i cui confini sentirsi finalmente libero di accostare immagini, parole, ritagli di giornale, foto, pubblicità, francobolli, con la libertà che solo all'autentico creatore viene, sia pur raramente, concessa. Facendo, di ogni busta, il precipitato di un mirabile scherzo del destino; se è vero che solo il destino può prendersi davvero gioco delle nostre sempre troppo pretenziose creature. Ecco perché il nostro fotografo riesce a scoprire ogni volta sorprendenti rimandi, curiose corrispondenze, e puntualmente li restituisce con grande sense of humor, utilizzando la parola più per "evocare", che per significare, anzi per "giocare" e destabilizzare il suo complice-e/o-destinatario. E Zannier capisce benissimo che, proprio nella rinuncia a fare sul serio, l'amico Franco sta dando vita a qualcosa di sublime; inedito, nonché realmente liberatorio; e dunque tutt'altro che secondario. Egli capisce che l'amico sta cercando un nuovo campo d'azione; nel cui disinteressato territorio poter diventare ciò che nessuna fotografia gli avrebbe mai consentito di essere. Massimo Donà

Potrebbero interessarti anche...
Attendi...