Pregio e Bellezza. Cammei e intagli dei Medici

Pregio e Bellezza. Cammei e intagli dei Medici

€ 10,00 € 35,00 72%
€ 4,00

Codice: 320531952428532

Editore: Sillabe

Categoria: Altre Arti - Artigianato

Ean13: 9788883475276

Firenze, Museo degli Argenti di Palazzo Pitti, 25 marzo - 27 giugno 2010. A cura di Riccardo Gennaioli. Livorno, 2010; ril., pp. 352, 300 ill. col., cm 24x27.

  AGGIUNGI AL CARRELLO

4 prodotti disponibili

  • Soggetti: Collezioni, Design, Oreficeria (Argento, Gemme, Gioielli, Oro), Saggi (Arte o Architettura), Scultura
  • Anno: 2010
  • Dimensioni: 24x27 cm
  • Spessore: 23 cm
  • Peso: 2 Kg

Tra i molti tesori custoditi presso il Museo degli Argenti di Palazzo Pitti si distingue la raccolta di cammei e intagli appartenuta ai Medici, frutto di raffinate scelte collezionistiche compiute da alcuni dei più importanti esponenti della prestigiosa famiglia. Tale insieme, eccezionale per numero e qualità degli esemplari, costituisce in realtà solo un settore dell'originaria collezione dei signori di Firenze, confluita in parte al Museo Archeologico Nazionale di Napoli e al Museo Archeologico Nazionale di Firenze in seguito a complesse vicende storiche e dinastiche. Questo volume ha l'intento di far conoscere al grande pubblico un collezionismo particolare e specialistico come quello della glittica, ricomponendo per la prima volta la raccolta medicea e illustrandone la complessa storia, dalle sue origini fino al XVIII secolo, attraverso una scelta di opere di sicuro impatto visivo. Il fascino di pezzi come Diomede e il Palladio o quello in corniola con Apollo, Olimpo e Marsia del Museo Archeologico Nazionale di Napoli conquistarono un'ampia schiera di estimatori, composta da scultori, pittori e orafi che nelle gemme di Lorenzo trovarono importanti spunti creativi. Quest'ultimo aspetto sarà documentato in catalogo da un'ampia varietà tipologica di opere, con codici miniati, medaglie, disegni, dipinti e sculture atti a dimostrare la grande fortuna dei cammei e degli intagli medicei presso gli artisti italiani - e non solo - della seconda metà del Quattrocento e del primo Cinquecento. Ciò si può riscontrare in alcuni studi di maestri quali Leonardo e Michelangelo, che nelle gemme medicee non trovarono solo un eterogeneo repertorio di forme, bensì un efficace strumento per il recupero di quel senso di equilibrio e di misura delle proporzioni caratteristico dell'arte classica.

Potrebbero interessarti anche...
Attendi...