Arte e architettura

Coincidenze e Connessioni. Disegni di Architettura di Alessandro Gioli

Coincidenze e Connessioni. Disegni di Architettura di Alessandro Gioli

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Codice: 991352004143677

Editore: Alinea Editrice

Categoria: Altre Arti - Artigianato

Ean13: 9788860555304

Firenze, 2010; br., pp. 96, ill. col., cm 25,5x25,5.

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5 prodotti disponibili

  • Soggetti: Arte del Legno (Cornice, Intaglio, Mobili..), Arti Grafiche (Disegno, Incisione, Miniatura)
  • Anno: 2010
  • Dimensioni: 25,5x25,5 cm
  • Spessore: 8 cm
  • Peso: 1 Kg

Sandro Gioli ha sempre fatto architettura con l'arte e arte con l'architettura [...] Pur senza un programma preindicato e perseguito, il suo poetico silenzioso percorso artistico e la geometria generativa delle sue "composizioni", si fanno verosimilmente "metafisiche": se per metafisica intendiamo quella particolare dimensione onirica che introduce a perturbanti vuoti, e rarefazioni nelle vaste scenografie architettoniche. Così fu per Savinio, per De Chirico e per Carrà: così è, a ben pensarci, per le opere grafiche di Gioli, negli ultimi anni. Metafora e sogno, componenti essenziali della trasposizione della realtà si fanno materia lirica, quasi pagine di un virtuale "Trattato" di architettura neo-metafisica che altri non hanno ancora fatto. E in quelle pagine immaginate possiamo ritrovare il suo credo (la sua poetica): "ogni disegno ha una sua storia invisibile, un recinto privato che altri vorranno violare, capire, negare o esaltare". Disegni e tavole ov'è depositata la gioia ordinata, erudita, che intriga e si fa leggere, che bussa al satellite della memoria, che evoca viaggi, landscape, forme, materiali, simmetrie, prospettive rinascimentali e suggestioni alla Escher, cipressi dell'Angelico, torri medievali e panopticon, agorà celesti e condomìni improbabili, disegni pavimentali e geometrie di Paolo Uccello. [...] Si può obiettare che queste icone di Gioli sono spazi senza "umani", senza tracce di vita. È vero, ma è bene che sia così: dopo la decostruzione civile e culturale degli ultimi decenni, da dove ricominciare se non da quel "teatro del mondo" che è , appunto, lo spazio, lo scenario di base ove ricollocare e riassettare la prossima "vita di relazione"? In questo senso le opere d'arte di Gioli funzionano da acceleratore, da incubatore di riorganizzazione urbana, in un contesto architettonico che si postula nuovamente e urgentemente qualificato. E di questa "spinta" civile (oltre che artistica) dobbiamo essergli grati. (Francesco Gurrieri)

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