Arte e architettura

A Tavola con il Conte. Porcellane Europee nella Collezione Tadini

A Tavola con il Conte. Porcellane Europee nella Collezione Tadini

€ 18,00

Codice: 795632347606701

Editore: Accademia Tadini

Categoria: Altre Arti - Artigianato

PINACOTECA, ACCADEMIA TADINI, 21 maggio - 28 agosto 2011. Lovere, 2011; br., pp. 160, ill. col., tavv. col., cm 17x24.

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Disponibile

  • Soggetti: Arti Decorative (Ceramica, Porcellana, Maiolica), Oreficeria (Argento, Gemme, Gioielli, Oro)
  • Anno: 2011
  • Dimensioni: 17x24 cm
  • Spessore: 12 cm
  • Peso: 1 Kg

Il 27 agosto 1821 l'arciduca Ranieri d'Asburgo-Lorena, viceré del Lombardo-Veneto, accompagnato dalla consorte, Maria Elisabetta di Savoia-Carignano, si imbarcò a Iseo per raggiungere Lovere e fu ospite a pranzo del conte Tadini. C'era un gran fermento nelle cucine del palazzo, e certo il cuoco del conte Tadini, Antonio Mombelli, dovette agitarsi non poco. A tavola sedevano la coppia con il proprio seguito, il regio delegato ed il podestà di Brescia, il regio delegato di Bergamo, il conte e la contessa Tadini, i notabili loveresi. La mostra offre al pubblico la possiblità di immaginarsi ospiti alla tavola del conte Tadini. L'allestimento evocativo vuole suggerire al visitatore l'impressione di trovarsi di fronte ad una "sala da pranzo" tra Sette e Ottocento e insieme raccontare le convenzioni che regolavano una tavola alla moda, dove la conversazione rappresentava il miglior condimento alle raffinate portate di gusto francese. Il percorso si articola in tre sezioni: la prima ci conduce "Nella cucina" del palazzo dove sarà possibile ricostruire le abitudini dell'epoca; una serie di pendole, padelle e attrezzi da cucina prestati da una collezione privata e alcuni libri di ricette d'epoca integreranno la sezione. La seconda, "Nella sala da pranzo", ci ripropone il servizio in porcellana "di Sassonia", da sempre creduto di Meissen, ma in realtà ... un piccolo giallo che sarà risolto in mostra. La ricostruzione della tavola è l'occasione per spiegare le convenzioni che regolavano il pranzo, soggetto alle regole del "servizio alla francese". La terza sezione, "Nella Sala delle Porcellane", ripropone la collezione di porcellane europee della quale il conte andava giustamente fiero, una tra le più antiche in Lombardia. Con raffinato gusto da collezionista, Luigi Tadini aveva fatto acquisti durante il viaggio a Napoli nell'ultimo decennio del'700, poi a Parigi all'inizio del secolo seguente e ancora a Milano, nelle numerose botteghe di terraglie, cristalli e porcellane. Una collezione preziosa con esemplari di Capodimonte e della Real Fabbrica Ferdinandea, di Meissenm, Höchst, Sèvres, Parigi, che documenta oggi il passaggio dalla leggerezza del tardo Settecento alla nobile compostezza dello stile Impero, per poi aprirsi timidamente alla cultura romantica.

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