Arte e architettura

I Castellieri Preistorici del Trentino

I Castellieri Preistorici del Trentino

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Codice: 782101970385722

Editore: Publistampa

Categoria: Storia - Archeologia

Ean13: 9788896014141

A cura di T. Pasquali. Pergine Valsugana, 2010; br., pp. 352. (Saggi. 6).

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6 prodotti disponibili

  • Soggetti: Oreficeria (Argento, Gemme, Gioielli, Oro), Saggi Storici, Società e Tradizioni
  • Anno: 2010
  • Dimensioni: 17x24 cm
  • Spessore: 23 cm
  • Peso: 2 Kg

Il volume tratta i castellieri preistorici dell'Alta Valsugana individuati da Desiderio Reich e Carl Ausserer ai quali, per vicinanza geografica, sono affiancati anche i castellieri di S. Orsola, Bosentino e Centa S. Nicolò. Nella trattazione si ripercorre la storia antica dell'Alta Valsugana, o meglio la storia di alcuni dossi, riconosciuti da Reich e Ausserer come castellieri. I due ricercatori hanno individuato ventisette siti come potenziali castellieri preistorici; su alcune alture si sono dilungati in attente descrizioni e in ipotesi abitative come ad esempio il castelliere di Vigalzano, il castelliere di Mala, il Dosso della Pozza, mentre altri poggi sono appena menzionati come probabili castellieri, fra questi: Dos Cuco, Calceranica, Monte Rive. Seguendo la traccia delle pubblicazioni di Reich e Ausserer, lo studio di ogni sito è stato suddiviso in due momenti: 1) una lettura ragionata dei testi dei due studiosi, 2) il sopralluogo del dosso documentato da fotografie. Nell'esposizione finale, alle informazioni riguardanti i singoli siti estrapolate dai testi dei due studiosi, sono stati aggiunti gli studi più recenti con le notizie di eventuali rinvenimenti archeologici. Oltre allo studio dei castellieri, sono state poi inserite le analisi di due vetuste chiesette (S. Ermete a Calceranica e S. Valentino sul Colle di Tenna) e dei ritrovamenti fatti dopo le indagini di Reich e Ausserer. Fra gli altri, oltre ai famosi schinieri dei Masetti di Pergine Valsugana e alle armi di bronzo del Lago Pudro di Pergine, sono trattati dei rinvenimenti minimali come le due punte foliate in selce a ritocco bifacciale di Alberé di Tenna e i pochi frammenti ceramici preistorici provenienti dal Postèl di Centa S. Nicolò. Per "rompere" la trattazione strettamente preistorica un racconto di Mauro Neri sposta le lancette del tempo molto prima dell'edificazione dei castellieri per poi portarle ai giorni nostri.

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