Arte e architettura

Il bandito Cavallero. Storia di un criminale che voleva fare la rivoluzione

Il bandito Cavallero. Storia di un criminale che voleva fare la rivoluzione

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Codice: 273833089616989

Editore: Feltrinelli

Categoria: Società - Politica - Comunicazione

Ean13: 9788807173011

Milano, 2016; br., pp. 121, cm 24x12. (Serie Bianca).

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  • Autori: Bocca Giorgio
  • Soggetti: Oreficeria (Argento, Gemme, Gioielli, Oro), Saggi Storici
  • Anno: 2016
  • Dimensioni: 24x12 cm
  • Spessore: 10 cm
  • Peso: 1 Kg

Piero Cavallero è stato il protagonista di una vicenda che fu celeberrima negli anni sessanta. Figlio di uno dei quartieri più proletari della Torino operaia, giovane carismatico e politicizzato, comunista e ancor più a sinistra dei comunisti, Cavallero divenne il rapinatore di banche più famoso d'Italia. Fu catturato nel corso della sua ultima rapina, in una caccia all'uomo spietata e tragica, durante la quale per le vie di Milano ci furono diversi conflitti a fuoco, il ferimento di decine di persone e la morte di tre passanti. Ma dietro questo scenario, che a posteriori sembra quello di un western o di un poliziesco americano, c'è un pezzo di storia d'Italia. Dietro a Cavallero c'è una generazione che aveva visto esaurirsi la carica della lotta partigiana nel perbenismo dell'Italia democristiana. E dietro alla violenza metropolitana della banda di rapinatori si scorge il profilo della lotta armata che verrà. Nel 1968, il giornalista Giorgio Bocca, anche lui arrivato dal Piemonte a Milano per lavorare al "Giorno", comincia la sua inchiesta su Cavallero "come non t'aspetti. Con Anita, la moglie del bandito. È riuscito a farsi aprire la porta. A differenza degli altri giornalisti, che non hanno bussato, e non ci hanno parlato", come puntualizza Piero Colaprico nella prefazione che accompagna questa nuova edizione.

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