Arte e architettura

Pontormo e il Suo Seguito nelle Terre d'Empoli

Pontormo e il Suo Seguito nelle Terre d'Empoli

€ 20,00

Codice: 146412765222637

Editore: EDIFIR

Categoria: Cataloghi e monografie

Ean13: 9788879706469

Pontorme, Chiesa e la Compagnia di San Michele, 29 novembre 2013 - 2 marzo 2014. A cura di Antonio Natali e Cristina Gelli. Con la collaborazione di Belinda Bitossi, Marco Campigli e David Parri. Firenze, 2013; cartonato, pp. 130, ill. col., tavv. col., cm 17x24. (Studi e Percorsi Storico-Artistici).

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  • Soggetti: Libro Monografico, Oreficeria (Argento, Gemme, Gioielli, Oro), Pittura, Pittura e Disegno - Monografie
  • Anno: 2013
  • Dimensioni: 17x24 cm
  • Spessore: 10 cm

La mostra nasce con lo scopo di celebrare il Pontormo nel suo luogo natio, non solo aprendo ad un più vasto pubblico la sua casa, ma anche mostrando l'eredità culturale, eclettica, che ha lasciato nel territorio. Per questo motivo gran parte delle opere presenti, incluse quella del Macchietti e del Cigoli, conservate nella chiesa di San Michele, provengono dal nostro territorio, da frazioni poco note come Pianezzoli e Fontanella. Insieme a opere locali arricchiscono il percorso il prezioso San Michele Arcangelo del Bronzino, proveniente da Palazzo Madama a Torino e i disegni del Pontormo conservati al Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi. Il legame con la Galleria degli Uffizi è stabilito non solo dalla cosiddetta Madonna del libro che da qualche anno è in deposito dagli Uffizi presso la Casa del Pontormo, ma anche dall'arrivo della bellissima tela dell'Empoli - pittore a cui la nostra città è strettamente legata - raffigurante il Sant'Eligio. GLI ARTISTI: si tratta di pittori che, a vario titolo, in momenti diversi - nella seconda metà del Cinquecento fino ad arrivare agli esordi del secolo successivo - hanno guardato a Pontormo, in modie maniere diverse. Ci sono stati artisti che lo hanno seguito in maniera più diretta, o come una semplice eco; altri invece con un linguaggio fondato su criteri di semplicità e verisimiglianza, con accenti morbidi, naturalistici, oppure ancora alla maniera dei maestri del Cinquecento, e, infine, chi lo ha "usato" come apristrada dell'arte del Seicento. Si tratta di artisti più noti anche al grande pubblico come il Bronzino e Jacopo da Empoli, detto l'Empoli, altri meno noti, ma altrettanto importanti come Naldini e Betti, conosciuti tra l'altro per aver preso parte all'impresa della decorazione dello Studiolo di Francesco I in Palazzo Vecchio. La prima parte dell'esposizione, in particolare i disegni del Pontormo, oltre a testimoniare l'importanza del disegno nell'arte di Jacopo, faranno luce sui rapporti tra questi e Leonardo.

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