Arte e architettura

Berlino 1936. I giochi di Hitler.

Berlino 1936. I giochi di Hitler.

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Codice: 709723605026790

Editore: Lindau

Categoria: Cinema, Musica, TV, Spettacolo

Ean13: 9788833532998

Torino, 2020; br., pp. 150, ill., cm 12x24. (I Leoni).

Non disponibile

  • Autori: Prieur Jérôme
  • Soggetti: Oreficeria (Argento, Gemme, Gioielli, Oro), Saggi Storici
  • Anno: 2020
  • Dimensioni: 12x24 cm
  • Spessore: 20 cm
  • Peso: 1 Kg

27 aprile 1931: gli XI Giochi Olimpici vengono assegnati a Berlino, capitale di uno Stato in cui covano umiliazione e risentimento. Circa due anni dopo sale al potere Adolf Hitler, che procede all'eliminazione degli oppositori e all'opera di segregazione degli ebrei tedeschi. I piani politici del Cancelliere preoccupano il Comitato Olimpico Internazionale, che minaccia la revoca dell'assegnazione, ma Hitler e i tedeschi promettono che non ci saranno esclusioni di atleti di fede ebraica dalla competizione, e la macchina organizzativa procede inesorabile. Tre saranno i simboli per sempre accostati alle Olimpiadi del 1936: la pellicola Olympia, opera propagandistica di una giovane Leni Riefenstahl; l'Olympiastadion, emblema della grandezza del Reich, nel quale il popolo tedesco divenne un sol uomo con il suo Fu?hrer; e soprattutto le leggendarie vittorie di Jesse Owens, l'atleta che riuscì ad «annichilire, sportivamente parlando, nell'immensa arena del grande stadio, il mostro nazista». Victor Klemperer, autore di "LTI: la lingua del Terzo Reich", scrivendo delle Olimpiadi si espresse in questi termini: «Si tratta puramente e semplicemente di un'operazione politica. [...] Non si smette di inculcare nel popolo e negli stranieri l'idea che qui si stia manifestando una rinascita, una fioritura, una nuova mentalità, l'unità, la tenacia e la magnificenza e, beninteso, lo spirito pacifico del Terzo Reich che abbraccia teneramente il mondo intero».

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