Arte e architettura

Alberto Sughi. La vita nuova di Dante

Alberto Sughi. La vita nuova di Dante

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Codice: 97843133210994

Editore: Silvana Editoriale

Categoria: Pittura

Ean13: 9788882156138

Roma, Palazzo Firenze, 30 maggio - 30 giugno 2003. Milano, 2003; br., pp. 135, ill., cm 24x28.

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  • Autori: Masi Alessandro
  • Soggetti: Oreficeria (Argento, Gemme, Gioielli, Oro), Pittura e Disegno - Monografie, Saggi (Arte o Architettura)
  • Anno: 2003
  • Dimensioni: 24x28 cm
  • Spessore: 10 cm
  • Peso: 1 Kg

L'opera giovanile di Dante è il primo prosimetro in lingua italiana, composto di 31 liriche di vario metro, precedute, collegate e seguite da "ragioni" o prose, con cui vengono spiegate le occasioni nelle quali esse sono state composte e il loro intendimento. L'amore di Dante per Beatrice, il momentaneo abbandono per la donna gentile e il ritorno alla donna "angelicata" rappresentano la centralità delle vicende narrate nei 42 capitoli dell'opera. Contrariamente a quanto accaduto per la Divina Commedia, piuttosto scarso è il numero degli artisti che si sono ispirati alla Vita Nuova. Non si possono però passare sotto silenzio, tra le miniature, il Parigino ital. 545 1456 e il primo cinquecentesco Laurenziano Strozziano 170. L'unico artista che abbia dedicato una parte notevole della sua attività ad illustrare le situazioni narrative e psicologiche del "libello" e delle rime in esso comprese, è stato Dante Gabriel Rossetti (1828-1882), figlio del patriota e poeta vastese Gabriele Rossetti, esule a Londra dal 1824. Dal padre e dagli altri esuli italiani, Dante Gabriel Rossetti trasse l'amore per Dante. Fu attratto in modo particolare dalla Vita Nuova, che tradusse in inglese e in seguito illustrò con disegni, acquerelli ed oli, quali: Dante disegna un angelo, Il sogno di Dante, Dantis Amor, Beata Beatrix, Donna della finestra, e Il saluto di Beatrice. In essi, come del resto in tutte le altre opere della figura più rappresentativa del movimento preraffaellita, rivive un lontano mondo "romanzo", riflesso in uno specchio persuasivamente arcano e suggestivamente penetrante. A distanza di un secolo e mezzo, la "Casa di Dante in Abruzzo" ripropone la Vita Nuova, nella rilettura e interpretazione figurale aggiornata di Alberto Sughi, un grande pittore che ha un peso particolare nel mondo della creatività e dell'arte. Con essa, la "Casa di Dante in Abruzzo" inizia un nuovo ciclo di manifestazioni dedicate alle illustrazioni, da parte di artisti viventi, delle opere minori di Dante: Convivio, Rime, Vita Nuova, dopo un ventennio ed oltre di mostre sulla Divina Commedia. La peculiare testualità della Vita Nuova è costruita su una scrittura che ormai noi tutti - dopo le rivelazioni di Pound ed Eliot - avvertiamo come molto moderna e in ogni caso vicina alle modularità espressive dell'estetico. Il punto è stavolta l'interpretazione di un maestro, come Sughi, cioè a dire una "lettura testuale", se si consente il termine, che procede tutt'attraverso visualizzazioni e traduzioni iconiche. Per dirla con maggior chiarezza e precisione, la forte carica di visività lirica del grande poeta trecentesco si traduce nella peculiare visionarietà del maestro emiliano: in un confronto tra un'intensità consegnata alla storia e invece una tensività di segno esistenziale ed espressionistico, che è altra cifra stilistica rispetto a Dante, ma non è una cifra che si sottragga poi alla sua dimensione totalizzante. La mostra è curata da Floriano De Santi. Il catalogo, edito per i tipi dell'Editrice Silvana di Milano, è curato da Corrado Gizzi e presenta saggi dello stesso Gizzi e di Mario Marti, sul testo dantesco, di Floriano De Santi sull'opera di Sughi, un "Diario" di lavoro di Sughi sulla sua opera creativa, con particolare riferimento alla Vita Nuova, e la Biografia del Maestro di Stefania Zanarini e Serena Sughi.

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