Arte e architettura

Nomen. Il nome proprio nella cultura romana

Nomen. Il nome proprio nella cultura romana

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Codice: 497083354387774

Editore: Il Mulino

Categoria: Archeologia

Ean13: 9788815274366

Bologna, 2018; br., pp. 236. (Antropologia del Mondo Antico).

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  • Autori: Lentano Mario
  • Soggetti: Oreficeria (Argento, Gemme, Gioielli, Oro), Saggi e Studi sull'antichità
  • Anno: 2018
  • Dimensioni: 17x24 cm
  • Spessore: 16 cm
  • Peso: 1 Kg

Nel mondo romano la leva di un esercito iniziava sempre con soldati chiamati Valerius o Salvius perché considerati nomi di buon auspicio; i provvedimenti di damnatio memoriae comportavano il divieto per i discendenti del condannato di portare il suo medesimo prenome o ne privavano i figli anche viventi; i nomi geografici di cattivo auspicio, come Malevento o Epidamno, erano modificati in toponimi beneauguranti (Benevento) o almeno neutri (Durazzo), mentre alle nuove colonie si davano nomi che suggerissero abbondanza o potenza, come Florentia o Valentia. Un riserbo impenetrabile avvolgeva poi il nome segreto di Roma, che andava custodito per evitare che i nemici se ne appropriassero a danno della città. I nomi erano coinvolti insomma in un gran numero di pratiche culturali, delle quali dà conto questa indagine.

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