Arte e architettura

Lo Spazio dell'Immagine e il Suo Tempo

Lo Spazio dell'Immagine e il Suo Tempo

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Codice: 451041939578436

Editore: Skira

Categoria: Pittura

Ean13: 9788857204772

Foligno, CENTRO ITALIANO ARTE CONTEMPORANEA, 14 novembre 2009 - 31 gennaio 2010. Milano, 2009; br., cm 24x28. (Arte Moderna. Cataloghi).

Non disponibile

  • Autori: Tomassoni Italo
  • Soggetti: Oreficeria (Argento, Gemme, Gioielli, Oro), Pittura, Saggi (Arte o Architettura)
  • Anno: 2009
  • Dimensioni: 24x28 cm
  • Spessore: 12 cm
  • Peso: 2 Kg

Pubblicato in occasione dell'inaugurazione del Centro Italiano d'Arte Contemporanea, il nuovo spazio espositivo nel cuore di Foligno, Lo spazio dell'immagine e il suo tempo ripercorre, a distanza di quarant'anni, la rivoluzionaria iniziativa allestita nella città umbra nel 1967, che sovvertiva il rapporto che legava l'opera d'arte e lo spazio che le conteneva, presentando, per la prima volta al mondo, un insieme composto unicamente da ambienti ideati dagli artisti. Da quel momento, sarebbero saltati i vecchi parametri che avevano, fino ad allora, regolato le vicende artistiche segnando gli indirizzi futuri dell'arte moderna. Come spiegava Giuseppe Marchiori, nel suo testo in catalogo "Abbiamo affidato ad alcuni giovani che noi consideriamo i migliori in Italia, la possibilità di creare un insieme di sale indipendenti l'una dall'altra ma legate da un filo conduttore che è il senso del tempo, che è qualche cosa che non appartiene più alla cultura di un tempo ma è la proposta di una nuova cultura". A oltre quarant'anni di distanza, Lo spazio dell'immagine e il suo tempo dimostra la vitalità, nel tempo, di quell'operazione, documentando le ricerche rimaste coerentemente legate alle premesse di quegli anni, con la ricostruzione degli ambienti di Luciano Fabro, Gino Marotta e Michelangelo Pistoletto, e le opere, sia sculture sia dipinti, di tutti quegli artisti che allora parteciparono a quella innovativa mostra, da Getulio Alviani a Enrico Castellani, da Lucio Fontana a Luciano Fabro, ma anche di quelli che, pur non essendo presenti, facevano parte di quel momento culturale, come Giulio Paolini, Yannis Kounellis, Mario Schifano, Mimmo Rotella, Bruno Munari, Francesco Lo Savio, fino a giungere ai nostri giorni, con le ricerche di Mario Giacomelli, Gabriele Basilico e Grazia Toderi, testimoni di una sensibilità specifica del nostro tempo, sviluppata attraverso strumenti linguistici, come la fotografia e il video, divenuti protagonisti già alla fine del secolo scorso.

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