Arte e architettura

Dalla Rivoluzione Francese al Governo delle Romagne

Dalla Rivoluzione Francese al Governo delle Romagne

€ 20,00
€ 4,00

Codice: 418011892529498

Editore: Edizioni Edisai

Categoria: Storia - Archeologia

Ean13: 9788895062686

Ferrara, 2009; br., pp. 332, ill. b/n, cm 14x21.

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  • Autori: Bolognesi Paolo
  • Soggetti: Oreficeria (Argento, Gemme, Gioielli, Oro), Saggi Storici
  • Dimensioni: 14x21 cm
  • Spessore: 22 cm
  • Peso: 1 Kg

Giovedì 7 maggio, al Ristorante "Cavallino Bianco" di Filo, nel corso di una serata promossa dal Circolo Amici di Argenta, il socio Dott. Paolo Bolognesi presenterà il suo libro Dalla Rivoluzione Francese al Governo delle Romagne. Si tratta di una ricerca sul periodo che parte dalla Rivoluzione francese (1789) e arriva, attraverso le vicende risorgimentali, al Governo Provvisorio delle Romagne. Questo ebbe inizio il 12 giugno 1859 e si concluse il 12 marzo 1860 quando, dopo il plebiscito, il territorio delle Legazioni pontificie entrò a far parte del Regno di Sardegna. Nel marzo 1861 venne proclamato il Regno d'Italia con Roma capitale, secondo il volere di Cavour e come impegno per il futuro. Scrive l'autore che il nostro Risorgimento, come la Rivoluzione francese, è nato dalla crisi dei vecchi sistemi istituzionali, incapaci di dare risposte alle esigenze di progresso della società borghese. Ma queste aspirazioni, provenienti da una realtà territoriale frammentata come quella italiana, non avrebbe trovato uno sbocco positivo senza la regia di un grande uomo politico come Cavour. Di formazione liberale, egli era aperto alle nuove idee e si rendeva conto che un piccolo stato come il Piemonte poteva sopravvivere solo accrescendo il proprio territorio ed elevandosi culturalmente. Da questa esigenza sorse il proposito di trasformare il Piemonte nel nucleo del futuro Stato unitario italiano. Ma per raggiungere questo obiettivo Cavour doveva legare alla sua politica anche i movimenti radicali e rivoluzionari operanti nei diversi territori italiani. E' stata questa la chiave di volta dell' intero Risorgimento, che era partito su basi federative, con una visione istituzionale prevalentemente repubblicana. La definitiva presa di Roma nel 1870 provocò due reazioni contrastanti che si prolungarono nel tempo: un anticlericalismo viscerale e l'avversione della Chiesa verso il nuovo stato italiano. Ma la fine del potere temporale era una necessità imprescindibile per uscire da quella sorta di feudalesimo che bloccava il progresso di un intero popolo. Nelle Legazioni era molto radicato l'attaccamento alla fede cristiana e ai suoi valori: durante l'occupazione napoleonica le genti di Romagna avevano opposto una forte resistenza alle truppe giacobine che profanavano i simboli della religione. A Bologna i frati domenicani avevano creato una delle più antiche università del mondo ma, in seguito all'annessione al Regno sabaudo, molti ordini religiosi vennero espropriati e i domenicani furono allontanati anche dall'università. I piemontesi nell'imporre la loro dura rieducazione allontanarono il popolo, oltre che dalla Chiesa, da loro stessi. Questo comportamento escluse dalle vicende politiche le masse popolari, le quali furono successivamente attratte dal socialismo e poi dal comunismo. Cioè non riuscì a emergere quella caratterizzazione liberale che era il patrimonio culturale da cui partì il Risorgimento. Questa scelta politica impedì in Italia l'evolversi dei due filoni, socialista e popolare, che stanno alla base di tutte le grandi democrazie moderne. La classe dirigente liberale, iniziatrice del Risorgimento, diede il meglio di sé nel breve periodo del Governo delle Romagne, gettando un seme che, sia pure dopo 150 anni, sembra stia dando i suoi frutti. L'affermazione delle libertà individuali ha seguito in Italia vie tortuose e anche cruenti: a un lungo periodo liberal-massone e anticlericale è seguito il fascismo, come reazione a un massimalismo eccitato dalla rivoluzione bolscevica. Dopo la sua sconfitta si è avuto un pesante condizionamento social-comunista, entrato in crisi nel 1989 con il crollo del muro di Berlino. L'evoluzione politica degli ultimi anni lascia intravedere che anche in Italia si possa raggiungere una equilibrata convivenza delle due principali ispirazioni politiche: quella moderata e quella progressista. Paolo Bolognesi è nato ad Argenta (Ferrara) nel 1948. Laureato in Economia e Commercio all'Università di Bologna, ha svolto la sua attività professionale presso l'Associazione bieticoltori Italiani come direttore generale e ha fatto parte dei consigli di amministrazione di società del settore bieticolo. Ha svolto funzioni di amministratore e revisore in molte società tra cui un'importante banca. E' stato Consigliere Comunale di Argenta dal 1975 al 1995 e a partire dal 2004 fino a oggi. E' presidente del Circolo Numismatico e Filatelico di Argenta. Da sempre si è interessato alla storia: al Centro Culturale "Mercato" sta organizzando una mostra di manifesti e documenti originali, relativi al libro qui presentato; la mostra sarà inaugurata sabato 9 maggio, in occasione del 150° anniversario del Governo delle Romagne.

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