Arte e architettura

Ravenna segreta. I volti nascosti della città fra Seicento e Ottocento

Ravenna segreta. I volti nascosti della città fra Seicento e Ottocento

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Codice: 24966124922762

Editore: Longo Angelo

Categoria: Architettura

Ean13: 9788880633587

Testi di Donatino Domini, Luciana Martini e Giordano Viroli. Ravenna, 2002; ril., pp. 199, 222 ill. b/n e col. num. n.t., cm 25x31. (Arte e cataloghi).

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Ravenna segreta, dopo i volumi già usciti nella serie su quadrerie, edifici, pittura e scultura a Ravenna, prosegue nell'intento d far conoscere e approfondire aspetti poco noti e affascinanti dell'arte ravennate. Lo studio dedicato da Donatino Domini ai "volti nascosti della città" affronta il tema della evocazione del volto di Ravenna da parte di pittori, letterati, viaggiatori, fotografi, ciascuno dei quali ha percepito una particolare immagine della città. Le testimonianze di Henry James e di Marguerite Yourcenar, così come le coglie Domini, descrivono una Ravenna volta a volta intrisa di un'atmosfera di sorprendente raccoglimento e di riposo, o una città che, con la sua storia passata, la sua contemporaneità e la condizione esistenziale che ne deriva, costituisce l'immaginario enigmatico e vertiginoso in cui si affollano situazioni archetipiche ed esoteriche. A sua volta Luciana Martini prende in esame alcune personalità di artisti specializzati in imprese pittoriche che trovano occasione ed ospitalità entro palazzi ravennati. E saranno soprattutto i faentini Pietro Piani e Pasquale Saviotti a proporre opere di notevole prestigio, nelle quali la Martini coglie sapientemente le innovazioni di un linguaggio di modulare ritmicità, di funzionale economicità, di riduzione all'umano. Giordano Viroli, infine, tratta di documenti dell'arte assai significativi, come i dipinti ravennati confluiti a Brera in epoca napoleonica, e di autori, alcuni dei quali di grande interesse, altri di minore rilievo, dal diciassettesimo al diciannovesimo secolo. È appena il caso di sottolineare il peso che l'indagine possiede allorché si esercita su artisti come il monaco agostianiano Cesare Pronti, allievo del Guercino, la cui opera, finora abbastanza trascurata dalla critica specialistica, assume un deciso risalto nel contesto artistico ravennate seicentesco.

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