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Master. Product e Interior Design per la Nautica da Diporto

2472525

Alinea Editrice

9788860556547

Coordinatore Massimo Ruffilli. Firenze, 2012; br., pp. 120, ill. col., cm 24x22.

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L'interesse che Firenze ha nei confronti dello yacht design, come è noto, parte da lontano. Parte da quando Pierluigi Spadolini cominciò ad occuparsi di yacht a vela e motore facendo convergere in questo campo la sua esperienza di designer e quella di architetto. Gli studenti dei nostri corsi di design hanno progettato, in collaborazione con i cantieri toscani, imbarcazioni a vela e a motore, allestimenti per mega e giga yacht, accessori per la vita di bordo. Benchè ci fossero anche altre esperienze in Italia di corsi di formazione universitaria di terzo livello, e si ricorda Camerino, Trieste e Venezia, nessuno però aveva una forte specificità sull'allestimento degli interni come abbiamo voluto dare noi a questa nostra proposta. I contributi che si sono avuti in questa prima edizione sono stati numerosi e tutti di grande significato. Un forte senso operativo è stata la caratteristica che ha legato le diverse esperienze. Del resto, questo, era un intento dichiarato fino dai primi momenti della progettazione del Master. Accanto ad una marcata impostazione in senso progettuale, è stato ricercato un legame con le realtà produttive del territorio e, nonostante il Master sia partito in anno difficile per la nostra economia in genere, e per la nautica in particolare, abbiamo potuto centrare gli obiettivi che ci eravamo proposti. Quello che più ci interessava, era fornire, a chi frequentava il corso, le competenze per dare puntuali risposte attraverso la progettazione di spazi e oggetti per la barca e per la persona a tutti quei problemi che nascono in ambienti nei quali sono impedite le abituali modalità di movimento e di comportamento. Le esercitazioni progettuali sulle quali si sono misurati gli studenti hanno riguardato sia l'intera concezione spaziale degli interni, i singoli complementi di arredo, fino ad alcuni accessori per abbigliamento tecnico funzionali al vivere la barca. Detto questo, mi sento di affermare che lo sviluppo della nautica in terra toscana può rigenerarsi in modo più maturo e consapevole, uscendo definitivamente dal lungo periodo di crisi; perché il legame col mare non è pretestuoso ma ha radici antiche: dopo tutto è stato da un fiorentino che ha preso il nome la quarta parte del globo. (dall'Introduzione di Massimo Ruffilli)