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Le poetiche del nudo. Mutazioni tra Ottocento e Novecento

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9788879701754

Seravezza, Palazzo Mediceo, 12 luglio - 5 ottobre 2003. A cura di Elena Lazzarini. Presentazione di Enrico Mazzucchi, Danila Giovannetti, Andrea Tagliasacchi e Gian Carlo Giurlani. Introduzione di Alessandro Tosi. Testi di Silvestra Bietoletti, Alessandra Belluomini Pucci, Rossella Campana, Elena Lazzarini, Alberto Salvadori, Laura Lombardi e Susanna Ragionieri. Firenze, 2003; br., pp. 190, ill. b/n e col., cm 24x30.

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Tutta dedicata al corpo umano e alla pittura del nudo la mostra che apre a Seravezza, in provincia di Lucca, per il periodo estivo. Novanta opere a cavallo tra fine Ottocento al primo Novecento ripercorrono l'interpretazione del corpo, riflessa nei differenti stili e concezioni estetiche, in autori per la maggior parte italiani. Federico Zandomeneghi e Giovanni Fattori, Ardengo Soffici e Lorenzio Viani, ma anche Baccio Maria Bacci, Mario Sironi, Umberto Boccioni, Primo Conti, sono fra i nomi scelti dai curatori Enrico Dei e Elena Lazzarini. La rassegna inizia con i pittori veristi degli ultimi anni dell'Ottocento, attenti alle tematiche sociali, in cui il corpo è veicolo per parlare della condizione dell'uomo e del suo lavoro. Continua con le donne raffigurate nella loro intimità, in bagno o in camera da letto, nei loro gesti quotidiani, come già accadeva nelle tele impressioniste e ancora, nudi femminili, per la gran parte, in posizioni sensuali o arcaicizzanti, classiche o romantiche.I dipinti attraversano la poetica simbolista, la riscoperta dei modelli antichi, il movimento Novecento e il realismo magico con le sue figure grandi e statuarie, imponenti e silenziose. Tra i diversi generi del Novecento compaiono anche fauvismo, espressionismo e cubismo, nelle rielaborazioni dei pittori toscani, e fra gli autori più noti spiccano Filippo de Pisis, Giorgio de Chirico, Umberto Boccioni. Nudo o vestito, al centro dell'opera o apparentemente marginale, il corpo resta una delle cifre migliori per codificare lo spirito e la concezione estetica di ogni autore. Il periodo considerato in mostra va dal 1850 circa sino al 1940.